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Domenica 29 marzo 2020

V DOMENICA DI QUARESIMA

Gesù risuscita Lazzaro

La Parola è esigente

La difficile situazione che stiamo vivendo non ci consente di partecipare alla Celebrazione eucaristica della quinta Domenica di Quaresima. Suggeriamo dunque uno schema per un momento di celebrazione da vivere in famiglia in comunione con tutta la Chiesa.

La lettera “G” indica Genitore o Guida. La lettera “L” i vari lettori…

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

G. Dio Padre, che è benedetto nei secoli, ci conceda di essere in comunione gli uni con gli altri, con la forza dello Spirito, in Cristo Gesù nostro fratello. Benedetto nei secoli il Signore.

G. Si avvicina sempre più la Pasqua del Signore, la nostra Pasqua. Oggi ascolteremo il racconto di Lazzaro che Gesù richiama alla vita: una pagina piena di commozione e di dolore, ma anche illuminata dall’azione del Signore, che è vita e ripartenza per chi a lui si affida. Anche la nostra vita sembra sepolta in questi giorni e pare che tutto sia schiacciato dalla morsa della paura e dal macigno dell’incertezza. Il Signore ci richiama ogni giorno alla vita e ci fa uscire dalle tombe ove abbiamo rinchiuso la nostra disponibilità a fidarci di Dio, la nostra capacità di sperare e la nostra volontà di amare. La nostra preghiera, quest’oggi, raccolga il grido di tanti fratelli che soffrono e sia anche invocazione sincera di perdono.

 

Invochiamo tutti insieme lo Spirito Santo

Manda, o Padre, il tuo Spirito, dono del Figlio tuo risorto,

affinché mi doni vita e mi liberi dalla morte e dal peccato.

Concedimi, Padre, di ascoltare la voce dello Spirito

e di fare sempre quello che gli è gradito.

Non permettere che mi lasci guidare dalle mie peggiori inclinazioni.

Fa’ che non cerchi mai di soddisfare il mio egoismo,

perché l’egoismo conduce alla morte.

Donami, Padre Santo, il tuo Spirito di fortezza,

per camminare sempre nell’amore,

sola via che conduce alla vita e alla pace. Amen.

 

G. O Dio, che nel tuo Figlio fatto uomo hai fatto risplendere per l’umanità l’aurora della salvezza, nel tuo amore infinito non considerare le nostre colpe e mostraci ancora il tuo perdono. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

LA TUA PAROLA, LUCEA I MIEI PASSI

Il Vangelo può essere letto da un lettore, oppure potete guardare con i più piccoli il cartone animato dell’episodio di Lazzaro, oppure ascoltare l’audiolettora…

Per il Cartone animato premi: Filmato 5 LAZZARO pic

Per l’ascolto dell’audio premi: VANGELO LAZZARO

Per la lettura:

L. Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,3-7.17.20)

In quel tempo, le sorelle mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

 

L. Un altro incontro, apparentemente senza speranza, permette a Gesù di superare l’ultima barriera che impedisce la vita e ostacola il futuro: la morte. Gesù è vita. Si realizza e si anticipa in questo episodio la grande verità della Pasqua: la morte è sconfitta, chi crede in Lui non morirà in eterno. Ecco la forza della fede e il sostegno della speranza.

 

Per meditare sul brano evangelico di questa domenica è possibile utilizzare la scheda posta in appendice.

 

A TE SALE LA NOSTRA PREGHIERA

 

G. Il Signore ci dona il suo Spirito e ci fa vivere. Affidiamoci a lui con tutto il cuore, portiamo a lui ogni nostra domanda e preghiamo.

L. Nelle nostre famiglie e nella Chiesa intera:

Donaci la vita, Signore!

L. Nei luoghi dove si apprende e si conosce:

Donaci la vita, Signore!

L. Nei luoghi dove si lavora e si rischia:

Donaci la vita, Signore!

L. Nei luoghi dove si nasce, si soffre e si muore:

Donaci la vita, Signore!

L. Nell’ora della paura e della tristezza:

Donaci la vita, Signore!

L. Nell’ora della malattia e del dolore

Donaci la vita, Signore!

L. Nell’ora della nostra morte:

Donaci la vita, Signore!

L. Tu, nostra vita e risurrezione:

Donaci la vita, Signore!

L. Tu, che fai passare dalla morte alla vita chi ascolta la tua parola:

Donaci la vita, Signore!

L. Tu, che il terzo giorno ti sei rialzato dalla morte:

Donaci la vita, Signore!

 

Puoi ascoltare la poesia di David maria Turoldo, premi: TI COMMUOVI DI NOI

 

G. Consapevoli della sofferenza di molti in queste ore preghiamo ancora tutti insieme:

O Dio onnipotente ed eterno, ristoro nella fatica, sostegno nella debolezza: da Te tutte le creature ricevono energia, esistenza e vita.

Veniamo a Te per invocare la tua misericordia poiché oggi conosciamo ancora la fragilità della condizione umana vivendo l’esperienza di una nuova epidemia virale.

Affidiamo a Te gli ammalati e le loro famiglie: porta guarigione al loro corpo, alla loro mente e al loro spirito. Aiuta tutti i membri della società a svolgere il proprio compito e a rafforzare lo spirito di solidarietà tra di loro.

Sostieni e conforta i medici e gli operatori sanitari in prima linea e tutti i curanti, nel compimento del loro servizio. Tu che sei fonte di ogni bene, benedici con abbondanza la famiglia umana, allontana da noi ogni male e dona una fede salda a tutti i cristiani.

Liberaci dall’epidemia che ci sta colpendo affinché possiamo ritornare sereni alle nostre consuete occupazioni e lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.

In Te noi confidiamo e a Te innalziamo la nostra supplica perché Tu, o Padre, sei l’autore della vita, e con il tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, in unità con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

G. «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Sono le parole della preghiera di Gesù al Padre prima di richiamare Lazzaro alla vita. Parole piene di fiducia che nascono dalla comunione profonda tra Padre e Figlio. Anche noi uniti a Gesù vogliamo supplicare il Padre per il mondo intero:

Padre nostro …

G. Eterno Padre, la tua gloria è l’uomo vivente; tu che hai manifestato la tua compassione nel pianto di Gesù per l’amico Lazzaro, guarda oggi l’afflizione della Chiesa che piange e prega per i suoi figli morti a causa del peccato, e con la forza del tuo Spirito richiamali alla vita nuova. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

INVOCHIAMO LA BENEDIZIONE DEL PADRE

G. Concedi la tua benedizione alla nostra famiglia, o Padre, e donaci di essere lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, attenti alle necessità dei fratelli e solerti nel cammino di conversione che stiamo percorrendo in questa Quaresima.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Si può concludere con l’antifona mariana Sotto la tua protezione:

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio:

non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,

e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

 

 

Per la meditazione personale…

Gesù piange. Come ogni uomo di fronte alla morte è sconvolto, soprattutto perché si tratta della morte di un amico. Egli conosce la durezza della morte, sa che la morte taglia, separa, allontana. Ma conosce anche il cuore degli uomini che faticano a credere nella potenza di Dio, il quale non vuole la morte dell’uomo ma la sua vita (cfr. Ez 33,11). E allora il primo atto non può che essere un atto dirompente. Fa togliere la pietra che ostruisce la bocca del sepolcro perché questa pietra parla: è il segno della separazione del mondo dei vivi dal regno dei morti. Eliminando questo confine Gesù rivela fin da ora la potenza di Dio che risuscita i morti, comunica la vita e rianima la speranza.

Soltanto la preghiera accorata, filiale e fiduciosa, però, può ottenere l’impossibile. E così, alzando gli occhi al cielo e ponendosi da Figlio davanti a Dio prega. È una preghiera di rendimento di grazie, una preghiera che riconosce quanto Dio ha già compiuto, ma è anche una preghiera tutta protesa alla fede dei discepoli: il fatto che il Padre abbia ascoltato il Figlio è il segno massimo della comunione tra loro. Solo ora Gesù, a gran voce, può chiamare Lazzaro per inserirlo in un disegno di vita infinita e smuovere la fede di molti Giudei.

Lazzaro non appartiene più alla morte, le bende che legano le sue mani e i suoi piedi non fanno più per lui, eppure anch’egli dovrà attendere un’altra risurrezione, quella di Cristo, quando il Figlio di Dio rovescerà la pietra del suo sepolcro perché ogni uomo possa godere la vita piena. Per sempre. La sua risurrezione sarà a fondamento della speranza sicura della risurrezione di ogni uomo.

La scena di dolore che Gesù ha davanti agli occhi a Betania è drammaticamente attuale. Le file di bare con i corpi di centinaia di defunti che in queste ore attraversano l’Italia sono l’immagine della forza distruttiva dell’epidemia. Esse dicono tutta la nostra fragilità e suscitano quasi un senso di sconfitta. La fede, tuttavia, ci spinge a vedere oltre e a scorgere in questa processione interminabile di corpi esanimi il popolo dei viventi, di coloro che sono stati vivificati dallo Spirito, e hanno debellato il male e la morte e ora davvero vivono in Cristo. Non hanno celebrato la Pasqua in questo mondo per celebrarla eternamente con il Risorto.

L’invito di Gesù a togliere la pietra ora è rivolto a noi affinché rimuoviamo le pietre di morte che spesso soffocano la nostra fede e i macigni della paura che in queste ore ci fanno dimenticare che alla fine i teli funebri staranno per terra, ripiegati perché inutili (Gv 20,4.6-7).

«Se tu fossi stato qui…». Se il Signore fosse presente, se il Signore vedesse ciò che accade in queste ore… Il pensiero di Marta potrebbe essere quello di tanti fratelli e sorelle che vedono aggravarsi le condizioni dei loro cari e poi morire. La sua limpida professione di fede può essere quella di ogni credente: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Egli passa sulle nostre strade deserte, nelle nostre piazze abbandonate, nelle corsie degli ospedali o nelle case per far fiorire la vita. Attende soltanto la nostra adesione sincera al suo progetto di vita.

 

Per la preghiera personale…

Vi sono molti mali, è vero, Gesù, ma nulla ci spaventa più della morte

perché ci appare ineluttabile: ghermisce e porta via con sé

le persone più care, recide legami fraterni, affetti e splendide amicizie.

E soprattutto si annuncia anche sul nostro orizzonte,

lasciandoci smarriti perché non sappiamo né il suo giorno, né la sua ora.

Spesso, poi, arriva dopo un lungo calvario di sofferenza e di dolori,

dopo cure inutili ed estenuanti, dopo una sequenza senza fine

di timide speranze e di sconfitte cocenti.

Solo tu, Signore crocifisso e risorto, mi puoi liberare

dal potere della morte, dalla paura che desta nel mio animo inquieto,

dall’oscurità che fa scendere nel profondo del cuore,

dallo scoraggiamento che mi impedisce di lottare a viso aperto,

con tenace speranza. Solo tu, Signore crocifisso e risorto,

puoi strapparmi alle sue insidie, all’isolamento che provoca,

alla disperazione che devasta, alla stanchezza che sfinisce.

Tu sei la risurrezione e la vita

perché tu l’hai affrontata la morte e l’hai sconfitta una volta per tutte.

 

Prova per settimana santa

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